Dio ti visiterà ancora

“La tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito.” Giobbe 10:12

Non c’è cura per la sofferenza passata come il desiderio presente. Quando il desiderio per qualcosa è forte abbastanza, può spazzare via la sofferenza del passato, permettendoti di rialzarti con un’energia rinnovata e uno scopo. Se chiedi a qualsiasi donna che ha sperimentato il dolore del parto se è valsa la pena soffrire, è probabile che ti dica che ripeterebbe l’esperienza solo per riprovare la gioia di tenere tra le braccia il piccolo appena nato. Forse hai sperimentato una tragedia che ti ha lasciato indifferente per quanto riguarda il futuro o un dolore straziante che ancora oggi ti fa soffrire. Probabilmente hai provato a razionalizzare dicendoti: “Finché non mi tocca, non fa male.” La paura di essere di nuovo feriti è reale: un bambino che si è bruciato teme il fuoco.

Ma non puoi vivere il resto della tua vita nel terrore. Giobbe perse la salute, la ricchezza e i figli in un solo giorno. In che modo poteva superarlo? Disse: “La tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito.” Dio non ha finito con te. Ti visiterà ancora! La storia di Giobbe finisce con queste parole: “il Signore… gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto” (Giobbe 42:10). E Dio può fare lo stesso per te. Lasciati incoraggiare, Egli ha un futuro migliore per te: “se ben disponi il cuore e tendi verso Dio le mani, se allontani il male che è nelle tue mani e non alberghi l’iniquità nelle tue tende, allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile e non avrai paura di nulla; dimenticherai i tuoi affanni; te ne ricorderai come d’acqua passata” (Giobbe 11:13-16).

Non sminuire il tuo dono

“Or a colui che può, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo.” Efesini 3:20

La prossima volta che vedi una quercia ricordati che era una piccola ghianda. Quello che hai da offrire oggi potrebbe sembrare poco, ma quando Dio lo benedice, può crescere. Nel 1912, il Dott. Russell Conwell, pastore della Chiesa Battista Grace in Philadelphia, raccontò di una studentessa della scuola domenicale di nome Hattie May Wiatt. A causa di un sovraffollamento il Dott. Conwell disse a Hattie May che gli sarebbe piaciuto avere un edificio abbastanza grande per far partecipare tutti. Quando Hattie May si ammalò e morì, fu chiesto a Conwell di predicare al suo funerale. La madre della ragazza gli disse che Hattie May aveva messo da parte i suoi soldi per aiutare a costruire una chiesa più grande. La borsa di Hattie conteneva monete per un importo di cinquantasette centesimi.

Conwell li scambiò per cinquantasette penny, che mise in esposizione e “venduto”. Con il ricavato è stata acquistata una casa vicina per i bambini della chiesa. Ispirati dalla storia di Hattie, arrivarono più soldi e dai suoi cinquantasette centesimi alla fine arrivarono gli edifici della Temple Baptist Church, della Temple University e del Good Samaritan Hospital. Forse senti che i tuoi doni, il tuo tempo, i tuoi talenti e i tuoi sforzi sono troppo piccoli per fare la differenza, ma quando li dai completamente a Dio e chiedi a Lui di benedirli, scopri che Egli è sia un gran matematico sia un gran moltiplicatore. Può prendere le tue parole, i tuoi sforzi e le tue risorse e moltiplicarle al di là delle tue aspettative. “Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo” (v.20).

Caccia via le tue paure

“L’amore perfetto caccia via la paura.” 1 Giovanni 4:18

Ti sorprenderà sapere quante persone, anche quelle che hanno successo, lottano ogni giorno con paure non dette. Forse tu sei una di queste. La Bibbia dice: “Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di amore e di autocontrollo” (1 Timoteo 1:7). Ora, se le nostre paure non arrivano da Dio, da dove provengono? Da diverse fonti: 1. Il modo in cui ti hanno cresciuto nella tua famiglia. 2. Ascoltare con ossessione i notiziari che danno al 99 percento notizie negative. 3. Satana. Il punto è che le tue paure non provengono da Dio. Riconoscere la vera fonte delle tue paure è il primo passo per superarle. E Dio ti ha dato un’arma potente con cui sconfiggerle:

“l’amore perfetto caccia via la paura.” Dirai: “Sì, forse se amassi Dio in modo perfetto, non avrei paura.” No. Dai il tuo meglio, non riuscirai mai ad amare Dio in modo perfetto. Esiste un solo “amore perfetto,” l’amore che Egli ha per te. È incondizionato, comprato e pagato da Gesù Cristo quando è morto sulla croce per te. Avere una rivelazione dell’immeritato amore, grazia e favore di Dio per noi ci permette di rialzarci e iniziare a “cacciare via” la paura, l’ansia, i dubbi, la colpa, la condanna e la preoccupazione. L’amore di Dio per te non è basato sulla tua prestazione, ma su quella di Cristo. Quando ti affidi a Cristo invece che a te stesso, tu sei “accettato.” Quando ne avrai la sicurezza, avrai il potere di “cacciare via” le tue paure.

Amare chi non ti piace

“Avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli” Efesini 6:5

Nella Bibbia Dio ci ordina di amarci l’un l’altro. E’ interessante però notare che non ordina di piacerci l’un con l’altro. E’ molto positivo questo, perché possiamo amare qualcuno anche se non ci piace tutto di quella persona. Paolo scrive: “Siamo opera sua” (Efesini 2:10). Questa espressione viene dal greco poièma, da cui deriva anche la parola poesia. La poesia è un’attività diversificata e creativa, assume molte espressioni diverse. Ecco perché nella Bibbia vediamo come Dio lavora in modi diversi attraverso persone diverse (cfr. 1 Corinzi 12:6). Egli usa ogni tipo di persona, compresi coloro che non ci piacciono o con i quali non vorremmo collaborare. “A ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune” (1 Corinzi 12:7). Sta a noi scoprirlo e farlo crescere.

Dio ha dato questi doni “per il perfezionamento dei santi, in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del Corpo di Cristo” (Efesini 4:12). Il termine “perfezionare” qui usato ha, nella sua radice greca, una connotazione medica: descrive il processo di riduzione di una frattura ossea in vista della guarigione. Fermati un istante e guardati intorno. Hai mai visto tanti cuori spezzati, famiglie separate, sogni infranti e vite distrutte? E se noi, che ci dichiariamo figli di Dio, facciamo bene la nostra parte, essi troveranno aiuto e guarigione. Dio ci usa per venire incontro gli uni agli altri, per amarci a vicenda, onorarci e portare i pesi gli uni degli altri. Se ci pensi, la chiesa è il centro di cura per ogni cosa che ci addolora. Con questo bene a mente, ti sarà più semplice amare e andare d’accordo con persone che non necessariamente ti piacciono.

Coltiva la consapevolezza della presenza di Dio

“Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!” Genesi 28:16

La vita di Giacobbe aveva ritmi veloci, impegnato negli affari e a guadagnare molto. Davide, al contrario, aveva ritmi lenti, occupato a pascolare il suo gregge. Osserviamo che cosa dissero a proposito della presenza di Dio. “Quando Giacobbe si svegliò dal sonno disse: “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!” Diversamente, Davide disse: “Benedirò il Signore che mi consiglia; anche il mio cuore mi istruisce di notte. Ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei; poiché egli è alla mia destra, io non sarò affatto smosso. Perciò il mio cuore si rallegra, e l’anima mia esulta; anche la mia carne dimorerà al sicuro” (Salmo 16:7-9). Vedi la differenza?

Giacobbe era così impegnato da non riconoscere la voce di Dio e non percepire la Sua presenza. Ma Davide disse: “Ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei; poiché egli è alla mia destra, io non sarò affatto smosso”. Queste parole sono forse la più semplice e migliore definizione di vita spirituale. La Bibbia dice: “Abbiamo la mente di Cristo” (1 Corinzi 2:16). “Che cosa significa per me?”, potrai chiedere. Significa che Cristo, che dimora in te, può pensare i Suoi pensieri attraverso te. Non è meraviglioso? Ogni volta che provi un senso di rassicurazione, la sensazione di essere guidato o senti il peso dei tuoi peccati, significa che Dio è presente con te. Fai dunque attenzione e rendi onore alla Sua presenza rispondendogli. Forse ti eri sempre chiesto che cosa significasse “Camminare con Dio”. Ora lo sai!

Lascia che Dio usi la tua attività lavorativa

“Montato su una di quelle barche, che era di Simone… insegnava alla folla” Luca 5:3

Vuoi che Dio benedica il tuo lavoro e la tua azienda? Allora invitalo a farne parte! Permetti a Dio di usare il tuo lavoro per fare il Suo lavoro! È ciò che fece Pietro. Pietro aveva una barca da pesca e un giorno invitò Gesù a salire sulla sua barca per predicare alle folle radunate sul litorale. Una scelta che lo ha ripagato immensamente! In seguito Gesù operò un miracolo che riempì di pesci la barca di Pietro, al punto da farla quasi affondare. Con Gesù a bordo, prospererai. “A Lui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti al suo Dio e Padre…” (Apocalisse 1:5-6). Ai tempi Biblici, i sacerdoti si occupavano del tempio e i re delle guerre.

In caso di vittoria, il bottino era a favore dell’opera di Dio. Dunque, tu operi sul versante degli affari del regno, sei un “re”, e poiché sei un figlio redento di Dio, ti insegnerà a prosperare (cfr. Isaia 48:17). C’è però una condizione; quando lo chiede, devi essere disposto a contribuire finanziariamente al Suo progetto di raggiungere il mondo con l’Evangelo (cfr. Matteo 24:14). Dovresti considerarlo un onore e una opportunità, perché con Dio come partner d’affari, solo il cielo è il limite! Henry Giles, predicatore inglese del diciannovesimo secolo (1809 – 1882), disse: “Non esistono mansioni troppo umili da non poter essere elevate, né troppo tediosa da non poter essere animate, se capiamo che ciò che facciamo è un servizio a nostro Signore Gesù Cristo”. Oggi dunque, utilizza il tuo lavoro per fare il lavoro di Dio, ed Egli benedirà il tuo lavoro.

Mostra un po’ d’entusiasmo!

“[Ravviva] il dono di Dio che è in te” 2 Timoteo 1:6

Se non mantieni il tuo entusiasmo, la vita ti sfinirà. Il lavoro, un tempo interessante, può farsi monotono, una relazione un tempo coinvolgente può divenire stantia, il cammino quotidiano con Dio, un tempo fonte di ispirazione, prosegue ora per inerzia, senza convinzione. Il sostantivo entusiasmo deriva dal greco e significa “posseduto da, o ispirato da Dio”. Ebbene, come restare ispirati? Gli Israeliti raccoglievano manna fresca ogni mattina; tu devi ricevere ogni giorno una fresca infusione di Parola e Spirito di Dio. Paolo esortava i Cristiani di Roma: “Siate ferventi nello spirito, servite il Signore” (Romani 12:11); ai credenti della Galazia diceva: “E’ buona cosa essere oggetto dello zelo altrui nel bene” (Galati 4:18).

Quindi invece di lamentarti per tutto ciò che non ti aggrada, renditi bene conto che la presenza e la forza di Dio vivono in te, sfoggia il tuo sorriso migliore e cammina ad un metro da terra. Ricorda di quale Regno sei cittadino, del Regno di Dio! L’autore Sheldon Vanauken sostiene: “Il miglior argomento a favore del Cristianesimo sono i Cristiani: la loro gioia, la loro certezza, la loro integrità. Ma il più efficace argomento contro il Cristianesimo, ancora una volta sono i cristiani, quando sono austeri, senza gioia, bigotti, compiaciuti di se stessi, ottusi e repressivi”. La vita Cristiana non è pensata per essere un viaggio verso la tomba da farsi nel modo più sicuro possibile per arrivare con il corpo ben preservato, ma una corsa verso il traguardo, consumante, soddisfacente e coinvolgente, una gara che al termine ci fa esclamare: “Wow, che corsa entusiasmante!” Davide ci racconta che Dio lo “ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso”, che “fatto posare i [suoi] piedi sulla roccia… e messo nella [sua] bocca un nuovo cantico” (Salmo 40:2-3). Non ha forse fatto lo stesso per te? Dunque, mostra un po’ di entusiasmo!

La nostra nazione può essere salvata

“[Io, il Signore] perdonerò i suoi peccati e guarirò il suo paese” 2 Cronache 7: 14

Si attribuiscono a Winston Churchill queste parole: “Chi non riesce ad imparare dalla storia, è condannato a ripeterla”. Osserviamo la società attuale: le condizioni che avevano preceduto la caduta delle grandi civilizzazioni del passato, sono presenti anche ora. Forse ti chiedi: “Ma la nostra nazione, può essere salvata?” La risposta è: Sì! Dio aveva promesso ad Abramo che se avesse trovato dieci persone giuste avrebbe risparmiato Sodoma e Gomorra dalla distruzione. E una minoranza giusta può ancora salvare la nostra nazione. In che modo? Con la preghiera! Dio disse: “Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, perdonerò i suoi peccati e guarirò il suo paese”. Troviamo in questa Scrittura quatto condizioni importanti:

1. “Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome”. Il futuro della nostra nazione non è nelle mani di banchieri, opinionisti televisivi e politici; è assolutamente nelle mani del popolo redento di Dio. 2. “Si umilia, prega, cerca la mia faccia”. Dio, che non ha bisogno del permesso né dell’approvazione di nessuno per agire, promette di agire quando il Suo popolo si volge a Lui in preghiera, cercando la Sua faccia. 3. “E si converte dalle sue vie malvagie”. Invece di polemizzare sui mali della società, Dio chiede al Suo popolo di esaminare il proprio cuore per vedere l’errore che è in esso e renderlo giusto. Quando i suoi lo fanno, Egli promette: 4. “Io esaudirò dal cielo, perdonerò i suoi peccati e guarirò il suo paese”. La verità è questa: dipende da noi, non da loro! Non è troppo tardi; la nostra nazione può ancora essere rimessa nella giusta direzione, se preghiamo e cerchiamo Dio con tutto il nostro cuore.

La tua provenienza familiare non conta

“Egli non si vergogna di chiamarli fratelli” Ebrei 2:11

Ogni famiglia ha i suoi segreti. Un cugino con un trascorso in carcere, un padre che ha abbandonato la famiglia, un nonno fuggito con una collega. Potrebbe sorprenderci di come anche Gesù non provenisse da una famiglia perfetta. La Bibbia registra i dettagli degli antenati di Gesù e include anche personaggi non esattamente edificanti! Troviamo una prostituta di nome Raab e un truffatore di nome Giacobbe che approfittò di fratello e suocero per arricchirsi. E che dire del Re Davide? Un giorno scrive i Salmi e il giorno seguente seduce la moglie di un ufficiale del suo esercito. La lista prosegue e le Scritture registrano tutto ciò per far conoscere due verità importanti: 1. Non sei l’unico. Se il tuo albero genealogico ha dei frutti guasti, Gesù vuole farti sapere che conosce la situazione in prima persona, è anche il Suo caso.

In assenza di riferimenti al coinvolgimento di Giuseppe nella vita di Gesù adulto, alcuni studiosi credono che Maria possa averlo cresciuto da sola insieme agli altri fratelli. Gesù non era riluttante a chiamare i Suoi antenati famiglia, ciò significa che non si vergogna nemmeno di te. 2. Gesù non considera il tuo passato per decidere il tuo futuro. Ai Suoi occhi il DNA spirituale supera quello naturale! La Bibbia dice: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione” (2Corinzi 5:17). Non vergognarti di raccontare agli altri ciò che Gesù ha fatto per te e di dire che lo farà anche per loro, quando confideranno in Lui.

Le tue parole rivelano il tuo cuore

“Il tuo parlare ti fa riconoscere” Matteo 26:73

Le parole che dici rivelano sempre chi sei. Successe anche a Pietro: nella notte in cui Gesù fu arrestato e tutti Suoi discepoli si dispersero, ma lui rimase vicino per osservare gli eventi, ma non tanto vicino da essere identificato come uno dei Suoi. La Bibbia dice: “Di lì a poco, coloro che erano presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: “Certo anche tu sei di quelli, perché anche il tuo parlare ti fa riconoscere”. “Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!” In quell’istante il gallo cantò. Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: “Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. E, andato fuori, pianse amaramente” (vv. 73:75).

Dopo quell’episodio nessuno accusò Pietro di essere un seguace di Gesù! È interessante, vero, che le volgarità, in qualsiasi lingua, agli occhi di chi ascolta mettono in dubbio l’autenticità della nostra relazione con Cristo? Le parole hanno la forza di edificare o di abbattere le persone, di attirarle a Cristo o di allontanarle. Tenendo presente questo, ecco due passi della Scrittura da evidenziare e meditare spesso: 1. “Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno” (Colossesi 4:6). 2. “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta” (Efesini 4:29). Ed ora, ecco una preghiera per te: “Padre, possano oggi le mie parole portare onore a Gesù e attirare altri a Lui. Nel Suo nome ti prego. Amen”.